Pubblicata l’edizione 2022 del Global Liveability Index dell’Economist Intelligence Unit. Nel post pandemia tornano a dominare le città europee con Vienna in testa.

Il consueto appuntamento annuale con il Global Liveability Index (GLI) – la classifica delle città più vivibili del mondo – era particolarmente atteso in questo 2022. Una anno che, al netto di tutte le nuvole che lo circondano, può essere considerato una sorta di inizio dell’era post-pandemia. O, per essere più precisi, l’inizio di una nuova e più gestibile fase di convivenza con le varianti della Sars-Cov2. La domanda che aleggiava attorno al report confezionato dall’Economist Intelligence Unit era sostanzialmente una: quali città avrebbero dimostrato una maggiore resilienza al periodo pandemico, sempre che tale resilienza si fosse manifestata?

Ebbene, i dati raccolti da EUI dimostrano che c’è stato un netto recupero degli indicatori relativi a stabilità, sanità, ambiente, cultura, istruzione ed infrastrutture (le variabili contemplate nell’indice e misurate utilizzando oltre 30 parametri). Nel complesso il Global Liveability Index migliora rispetto al biennio precedente, in particolare per quel che riguarda cultura, istruzione e sanità. Ed è piuttosto semplice trovare in questo primo dato un collegamento diretto alla pandemia che, come sappiamo, ha colpito in maniera particolare il mondo della scuola oltre che ovviamente il sistema sanitario. Parlando di numeri l’indice è passato dai 69.1 punti su 100 del 2021 ai 73.6 di questa edizione. Un miglioramento sensibile che lascia però l’indice ancora sotto la sua media storica dei 75.9 punti.

Le città europee, penalizzate dal covid 19 nelle scorse edizioni, tornano a dettare legge nella classifica del GLI, ed a guidare la truppa è Vienna. La capitale austriaca ritrova il primato dopo tre anni, eccellendo in tutte e cinque le variabili e mettendosi alle spalle Copenaghen e Zurigo. Un podio tutto europeo. Nella top five entrano due città canadesi: Vancouver e Calgary.

Percorso contrario per molte città dell’emisfero australe. Poche variazioni per le principali città cinesi, mentre ruzzolano verso il basso nomi importanti come Aukland e Wellington, penalizzate delle ondate di contagi di fine 2021.

Foto di pasja1000

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